cosè dove noi viviamo?
perchè dovremmo viverci? mi chiedo questo mentre lentamente soffro, non sò più che pensare, non sò più che fare. vivo per non morire, ma sicuro io non sono.
cosè dove noi viviamo?
perchè dovremmo viverci? mi chiedo questo mentre lentamente soffro, non sò più che pensare, non sò più che fare. vivo per non morire, ma sicuro io non sono.
Io sto nell’acqua in questa vasca in cui ci butto acceso un phon
Vorrei incontrarti tra cento anni appesa insieme a Rhon
Divento aggressivo se non lo sono imparerò
nel caso in cui ti vedrò entrare In casa mia ti sparerò
un paio di anni fa ero troppo stupido lo so
Ma sto pagando un prezzo che non me lo scorderò
sono in down perciò Il peggio è che peggiorerò
un uomo bomba mi sfuggirò e mi autodistruggerò
Il mio cuore ancora batte ma soltanto per un po’
Bevendo in macchina un frontale a cento con questa Renault
E il mio nome è in questa lapide mica in un borderò
Il mio volto è ancora in lacrime da quando hai detto no
E quante donne incontrerò che ancora peggiò tratterò
su questo chiodo la mia fronte Tra un secondo sbatterò
ogni volta che mi domandi quanto mi condannerò
Fino al prossimo mese in casa con lo stipendio che c’ho perciò.
Rit:
Quanti momenti no
Quanti progetti e poi nonostante ti amo non funziona tra di noi
Ma se ti incontro per la strada con un altro non lo so
Gli prenderò di scatto il collo stringerò e lo strozzerò! (x2)
Sono circondato da pazzi che confondono il mio Io
mia madre è in paranoia prega e spera in questo Dio
sono talmente confuso che non so più il nome mio
mi sfondo casa mentre guido il furgoncino di mio zio
perché sono in depressione ho crisi di persecuzione
sono pronto all’ispezione quando scendo alla stazione
voglio più prostituzione intorno alla mia abitazione
prima che esploda in aria per difetti di progettazione
tengo una deformazione la testa in ebollizione
non siamo una proiezione siamo senza protezione
drogo la circolazione del mio sangue in secrezione
e spingo fino all’infezione collassando a colazione
se andassi in televisione sarei il tipo che accoltella
un taglio in pancia lacerando il corpo di Jucas Casella
io sputo sulla tomba di Pacciani morto in cella
e strozzerò ogni tuo ragazzo: O sarai mia o sarai zitella.
Rit.
Non sono affatto interessato ai tuoi commenti e sai perché
di cattiverie ne ho pensate anche fin troppe su di me
io stavo andando in collegio quando era il novantatre
perché gli unici interessi miei non erano un gran che
io quando parlo con mio padre sento il gelo dentro me
perché non parla con mia madre e lei non parla più con me
sono un pazzo vagante insano tanto quanto te
che diventa schizzofrenico in classe (che cazzo c'è?!)
ho ancora i buchi nella schiena che gli amici han fatto a me
si sono chiesti ma cosa è che fa pensa solo per se?
questo è egoismo il mio nervoso non centra con il caffè
e il pessimismo qui germoglia Insieme a l’odio che già c’è
io non c’ho cash quindi non viaggio al massimo faccio un bidé
ma chiedo un prestito a un collega e ci compro una trentatre
da spararmi in testa in ufficio Quando il mio capo non c’è
metà cervello brutto stronzo te lo spruzzo sul parquet.
Rit.
No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto tempo dimenticata. Vuol dire creare dei legami...”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’è un fiore... credo che mi abbia addomesticato...”
...
Ma la volpe ritornò della sua idea:
“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano...”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
“Per favore... addomesticami”, disse.
“Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino...”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe. “Se tu vieni per esempio tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti!”.
“Che cos’è un rito?”(...)
“E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore.”(...)
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “...piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.
(Saint-Exupéry, 1943).
mettiamo che esista una specie di forma di allergia ai comportamenti, tipo.
mettiamo che esista una difficoltà a creare il niente, che tanto va di moda oggi, no?
che si fa? si fa niente, o meglio si passa. ma è niente. di qualità? vediamo. se il niente è niente per definizione, far qualcosa per far niente è peggio di far niente per non far niente, no?
questo sito è a dir poco malato. vi iscrivete ed ogni giorno vi dan 1 o più ticket per i vari giochi che ci sono, giocando vincete centesimi di euro e quando arrivate a un tot si può scegliere un premio tra le varie fasce di prezzo. tra i vari giochi ce ne sono un paio decenti, per lo più son slot machine disegnate da un cieco sotto acido. eh. ah se vi iscrivete ci guadagno anchio, W ste stronzate.
Vacca – Giorno per Giorno
Cosa mi aspetto dalla vita?
Un lavoro duraturo non credo sinceramente sogno un diverso futuro
Fatto di tranquillità, di sano rap & reggae
Magari di vedere più verde in questa città
Fatta di banchi di chiese, persone pericolose, disposte a tutto solo perché invidiose
Stronzo divento in sta giungla di cemento, zero soddisfazioni se qualcosa non mi invento
Godo il presente e penso mentre nella mia camera l’odore di gancia è coperto dall’incenso
Il fumo denso causa nausea spalanco le finestre e metto il cd in pausa
Racconti sono: frammenti di momenti e serviran con il passar del tempo a star più attenti,
a non ripetere errori banali, come farsi sgamare, mi tocco i genitali!
RIT. Non posso! Accontentarmi del presente, non voglio, pentirmi di non aver fatto niente!
Zero! Rimorsi dico zero! Rimpianti vivo giorno per giorno, è così che vado avanti!
Non posso! Accontentarmi del presente, non voglio, pentirmi di non aver fatto niente!
Zero! Rimorsi dico zero! Rimpianti vivo giorno per giorno, è così che vado avanti!
Non ho speranza se sono il para in questa stanza l’ansia avanza e perdo la pazienza!
Chiuso come in un manicomio in cura, ho paura, premura, la mia anima suda!
Penso a ciò che sa di quello che sarà, chiuso qua, immaginare una lontana libertà…
Chissà per quanto tempo ne avrò se solo immagino quanti momenti bui ancora mi aspettano…
Vivo, la vita impara costante mi da caccia la volante perchè sono latitante,
sfrutto, ogni istante in diverse circostanze, per vivere tutto in modo meno pesante.
Resto! A fare i conti co sta loca vita privo di un punto di riferimento o di una guida,
ora, ho solo il tempo di cambiare, prima che il mio futuro si metta davvero male…
RIT. Non posso! Accontentarmi del presente, non voglio, pentirmi di non aver fatto niente!
Zero! Rimorsi dico zero! Rimpianti vivo giorno per giorno, è così che vado avanti!
Non posso! Accontentarmi del presente, non voglio, pentirmi di non aver fatto niente!
Zero! Rimorsi dico zero! Rimpianti vivo giorno per giorno, è così che vado avanti
Sarò forte e cocciuto, sarò duro e incazzato, diverrò ciò che voglio rimanendo quello che son sempre stato…
Una persona ambiziosa, serve anche questo, se insisto, conquisto il tanto desiderato posto!
Ad ogni costo raggiungere la meta, gli ostacoli li supero e salto come un atleta, tengo duro,
se voglio realizzare il mio sogno…
non mi abbatto affatto anche se insoddisfatto…
io ci provo e ci riprovo, di nuovo fino alla morte e non mi abbatto se qualcosa va storto,
cambio le carte, tengo duro, e alla fine ho poco tempo per svoltare, devo vivere al cento per cento
quel che mi rimane!
RIT. Non posso! Accontentarmi del presente, non voglio, pentirmi di non aver fatto niente!
Zero! Rimorsi dico zero! Rimpianti vivo giorno per giorno, è così che vado avanti!
Non posso! Accontentarmi del presente, non voglio, pentirmi di non aver fatto niente!
Zero! Rimorsi dico zero! Rimpianti vivo giorno per giorno, è così che vado avanti
Dammi il supremo coraggio dell'Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore,
e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l'offesa,
ma disdegna di ripagarla con l'offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.
preghiera-k. gibran

boh, io sò che tu vedi una m come io vedo un 3 ma lei vede una E l'altro una fottutissima doppia w e mò come famo?
a)tiriamo 1d20 e ci mettiamo a giocare a D&D, io faccio il master nè.
b)ci picchiamo a sangue e l'ultimo che resterà vivo avrà ragione.
c)ci sediamo ad un tavolo, ognuno espone le proprie ragioni e alla fine il meno intelligente, furbo, ciarliero ecc calerà le braghe.
xchè che tu la giri o la rigiri, non sarà mai la stessa cosa. e noi vogliamo la pace...bwhahahaha
*UPDATE*

mmh
la mia vita...la mia vita è complicata
è un po' come il cubo di rubik, ci passo del tempo a smanettarci credendo di venirne a capo e in poche mosse è tutto daccapo. tentativi andati a vuoto non si contan più e con le milione di volte che mi son fermato a pensare a quale sarebbe stata la mossa migliore, avrei potuto finire un puzzle 3d della piramide di cheope. ovviamente in scala naturale.
o se preferite un bellissimo plastico del boing che tira giù le torri gemelle, piu attuale come dire. no?
ciò non toglie che è complicata.