stralci

la scala verso la purezza è più minata della dissolutezza, chi si stupirebbe se un bugiardo mente? e se un matto vaneggia? mentre è l'uomo puro che deve temere il peggio. le tentazioni tentano solo il debole, ma in un mondo fragile chi può dire di non andare in pezzi? la fragilità è insita nell'uomo più della sua stessa vita, cresciamo rompendoci al minimo affanno per poi stare a ricomporci con attack e lacrime, chi può dire di non essere mai andato in pezzi e poi essersi raccolto con lo scopettone e la paletta, sperando che il danno non fosse irreparabile.

zappato da francesco @ 21:28 - domenica, 30 aprile 2006
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finalmente sono riuscito a mettere online una mia foto, ce ne è voluto di tempo!

eccomi qui, ciao a tutti :D

mamma che brutto nè :p

zappato da francesco @ 21:05 - domenica, 30 aprile 2006
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Parliamoci, Signore!

- Vorrei amare, Signore. Ho bisogno di amore.

Tutto il mio essere non è che un desiderio:

il mio cuore, il mio corpo, si tendono nella notte verso uno sconosciuto da amare.

Sono solo e vorrei essere in due.

Parlo e nessuno sta ad ascoltarmi.

Vivo e nessuno coglie la mia vita.

- Ascolta, piccolo. Io mi chiamo l'Amore e non sono che Amore, da sempre. E l'Amore è in te. Io ti ho fatto per amare, per amare eternamente; e il tuo amore passerà per un altra te stesso. Lei sta cercando; rassicurati, è sulla tua strada. Bisogna attendere il suo passaggio; lei si avvicina, tu ti avvicini. Vi riconoscerete. Perchè ho fatto il suo corpo per te, ho fatto il tuo per lei, ho fatto il tuo cuore per lei, ho fatto il suo per te. Io vi custodirò l'uno per l'altra. E poichè tu hai fame di amore, ho posto sul tuo cammino tutti i tuoi fratelli da amare. Amare è sempre lasciare se stessi per andare verso gli altri..

da un volantino che mi ha portato mia madre.

zappato da francesco @ 21:39 - sabato, 29 aprile 2006
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sto scrivendo la sceneggiatura di un film, a spizzichi e bocconi. da una parte non ho idee, ogni volta che provo a pensare alle situazioni mi viene un vuoto incredibile, dall'altra...voglio farlo meglio che posso e questo è l'unico modo che mi riesce, rimuginare sopra e aggiungere pezzettino per pezzettino la trama, i personaggi, oddio le inquadrature. a volte  mi sembra un impresa, di sicuro c'è molto lavoro da fare e le riprese non potranno che inziare almeno a luglio se non agosto. meglio, c'è più gente a casa in ferie, più attori. anche se la maggior parte saranno sedicenni, ehehe ecco di cosa tratterà il film.

 

la trama è composta per la maggior parte dai problemi di un gruppo di ragazzi che si ritrovano in un parco, problemi familiari, problemi sentimentali..e problemi di droga. a fare da contorno ci sono le incertezze di tre universitari, indecisi sul loro futuro e spaventati dall'idea di non trovare un posto in società, un buon lavoro adatto al loro indirizzo. ed infine a fare da sketch ci saranno da una parte due sbandati insofferenti alla legge e all'autorità e dall'altra un gruppetto di rastaman alle prese con bonghe, bonghi e bonghette. uè mamma quanto stona questa. ahahahaha

tutto qui, per scrupolo vi dirò la seconda opzione, scartata.

una storia di mare, di un gruppo di amici che si possono vedere solo 3 mesi all'anno, per le vacanze. in qualche modo simile al primo ma per un diverso target, perchè più adulti, ventenni amici di infanzia, che fin da piccoli si sono ritrovati in quel bagno, ormai diventato luogo sacro per loro. ogni anno simile al passato, le giornate in spiaggia fino al 15 agosto, il giorno dei falò in cui tutto può succedere. le serate a bere nei pub della riviera romagnola, milano marittima, si perchè inevitabilmente fighetti, e una buona storia d'amore, con un ottima spinta data dalla lontananza che li rende ansiosi di ritrovarsi. 

 

bè non era male neanche la seconda a mio giudizio, ma andare sempre a riprendere al mare sarebbe stato brigoso, quindi abbiamo optato per la prima. a voi quale sarebbe piaciuta di più?

zappato da francesco @ 15:08 - sabato, 29 aprile 2006
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stavo pensando di accogliere una persona nel mio blog, qualcuno che avesse voglia di scrivere qualcosa su di se, o forse poesie, insomma qualcuno che avesse voglia di condividere una parte del suo essere anche con completi sconosciuti, senza il timore di apparire debole o incosciente. chissà, si vedrà.

zappato da francesco @ 18:03 - giovedì, 27 aprile 2006
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Sarà che è notte fonda, che dalla radio accesa arriva musica lenta, messa in onda;
sarà che per pensare non c'è un orario se c'hai pensieri che pesano sul serio.
E non c'è dizionario, non c'è vocabolario per trovare le parole
e allora scusa se son scritte male, però tu tanto mi capisci uguale, tu sei come me!
Vorrei spiegarti che crescere nei bar delle periferie,
respinto dalla scuola, buttato a volte dentro strane compagnie,
vuol dire che non c'è sentimento che trova uno spazio dentro
e allora devi aver pazienza e insegnarmi quello che sento cos'è.
Questo qualcosa tra me e te, che non è un'abitudine,
che non mi fa dormire e non mi importa niente,
che se non chiami e non ti fai vedere non c'è una ragione,
neanche la musica mi serve a stare bene. Nemmeno una canzone.
Vorrà pur dire qualcosa dai se insieme a te la notte passa veloce
e con un'altra non ci starei, non potrei farlo neanche se mi piace
e stare in macchina a parlare per ore, mi piace quasi come fare l'amore,
che è una parola che non so pronunciare, c'ho confusione su che cosa vuol dire,
però mi sa che la ritrovi uguale se guardi dentro di te.
Questo qualcosa tra me e te che scava la mia ruggine,
che non fa parte delle cose che conosco
e non c'è casa e non c'è compagnia, e amico, amica o chiunque sia,
insomma dimmi dove sta il mio posto, io voglio una risposta.

B-nario - Tra me e te

zappato da francesco @ 15:47 - giovedì, 27 aprile 2006
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SOFFERENZA

Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la tua capacità di comprendere.
E se potessi manterener il cuore
sospeso in costante stupore
ai quotidiani miracoli della vita,
il dolore non ti sembrerebbe
meno meraviglioso della gioia;
e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
come hai sempre accettato
le stagioni che passano sui tuoi campi.

Kahlil Gibran

zappato da francesco @ 11:15 - mercoledì, 26 aprile 2006
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la biblioteca è un luogo magico, persone di tutte le età vi entrano per leggere l'ultimo romanzo d'amore o un trattato di scienza o ancora un almanacco sportivo. non sai mai quante persone può aver visto il libro che ti sta appassionando, quante mani hanno toccato quella carta ingiallita, dall'odore un po muffito se vogliamo, quanti cuori sono stati in titubante attesa della fine, incollati alle polverose pagine.
sapete ci si può ambientare una storia tra le pieghe di una biblioteca, una storia di sesso, di amore o di amicizia, una storia magica, come lo è la biblioteca.

zappato da francesco @ 19:00 - martedì, 25 aprile 2006
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fragilità e sapor d'ossa
nella tua lugubre stanza inveisci
nessuno mai ti potrà udir
se non questo canto delle sirene
che mesto son qui a portarti
straniero dal nero mantello
dama del lago incantato
fermatevi ad ascoltare
il canto delle sirene del mare
sì che la melodia, insieme alle onde...ci porti via
e non più alla reggia si faccia ritorno,
da oggi si vivrà di solo bisogno. che sia un bacio o una carezza,
o forse solo un poco di spensieratezza.

zappato da francesco @ 01:46 - mercoledì, 19 aprile 2006
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tempo fà pensavo d'esser un blocco di plastilina, grezzo e ancora squadrato...ad un anno di distanza posso provare a tirare le somme su cosa è venuto fuori.

bè dell'angelo che volevo creare mi sono rimaste solo le ali, nere e bruciacchiate...in compenso la spada sembra una clava e il fatto che l'angelo sembri più un orco lascia poco all'immaginazione ma molto allo sconforto

al bivio devo aver sbagliato qualcosa, tutto tutto tutto.

ora non mi resta che tentare di riprender l'oscuro figuro e tramutarlo almeno in un viandante, ingobbito ma imponente, avvolto in una serie di stracci dall'odore di viaggi e calzini usati. chissà che la clava non si tramuti in un bastone nodoso per sorreggere le gambe fino al prossimo bivio che, ormai ne sono sicuro, non è poi così lontano. ma credo che per questa volta lascierò al caso, un buon lancio di monetina e vedremo quale strada sarà la mia.

se poi son 3 o più mi inventerò qualcosa, tre civette...

 

zappato da francesco @ 01:40 - mercoledì, 19 aprile 2006
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