non ne ho voglia, sono stanco, malato, febbricitante ed annoiato. il top insomma.
dovrei parlare del fatto che all'unione ciechi non han passato il progetto di volontariato e quindi sono a spasso, dovrei forse dire che ultimamente guardo il cielo stellato con la speranza di veder espresso anche uno dei desideri che ultimamente si affollano nella mia mente. dovrei altresì far notare il profondo baratro in cui mi trovo, a cibarmi di muschi e licheni come il peggiore dei cavernicoli affamato di dio solo sa che cosa..ma non lo farò, non oggi. del resto mi sono gettato nel mare oliato delle pagine sfogliate, di sera quando i pensieri si affollano e DEVI trovare un modo per fuggirne, per non ascoltarli, pena lo sprofondare in quella dimensione a me tanto cara, solo relativamente reale.
nel paese dei balocchi, dei folli divertimenti fini a se stessi solo chi non se ne ciba può comprendere quanto sia irreale tutto ciò, l'inseguire in maniera cronica tutto ciò che ci può sollevare dal tedio della ripetività e dello spleen, questo ormai conosciuto. si può indirizzare una vita al pianto ed alle lacrime? copiose e avvelenate dai tristi lamenti di chi ci è passato in mezzo ed ora ne vuol rifuggere, come un maratoneta che scappa dal traguardo più che inseguirlo. soffrire, la sofferenza, il dolore, sono tutte emozioni da cui generalmente si fugge, ma non è detto che non sia la strada più veloce, piuttosto la più scomoda, la più difficile e anche la più sconsigliata, ma lenta? questo no, davvero.
zappato da francesco @ 16:43 - sabato, 30 settembre 2006
musica
Uscire fuori
da un lungo isolamento
e sentire la pressione tra la terra e il cielo
e poi guardarsi intorno
come la prima volta
e scoprire che non c'è nessun motivo
per vedersi da lontano
parlare con un altro sconosciuto
proiettare nei suoi occhi le risposte
e trovare le risposte che non hai
e ridere di gioia e di malinconia
e poi andare via.
E poi andare via soli
in un'altra direzione
legati ancora per un tratto da una scia di commozione
andare via
da sempre
e chissà se sarà vero
che ritornerai
se ritornerai.
Uscire fuori
riprovare
reinventarsi
e contenere i brividi
tra la gente che non va
uscire fuori
di pomeriggio per le strade vuote
o fra le luci della notte
di un'unica possibile realtà
uscire fuori
da un'unica possibile realtà
al diavolo, Francesco was here.
zappato da francesco @ 19:07 - domenica, 24 settembre 2006
in verità non credo sia cambiato qualcosa, ho solo allargato i binari, aggiunto qualche corsia e perfezionato il ciuf ciuf caratteristico. del resto non mi rimarrà che lo spirito per riderne e scherzarne, con il vago tormento di esserne uscito pazzo, di averlo preso in culo.
chi era lei? cosa ne rimarrà se non un pallido riverbero plasmato dalla mia sceneggiatura e dal copione che non regge la critica invadente? ai posteri la rivalutazione, sapete la base si allarga e tutto il resto.
zappato da francesco @ 00:29 - sabato, 23 settembre 2006
questi giorni che trascorro così...sono giorni che vivo a metà..
non era proprio così ma qualcosa di simile è certo, insomma tra il tedio di un libro come le porte della percezione e un caffè, tra il fumo vaporoso che si spande per la stanza e una gita a pesca con amici o fratello si è svolta questa settimana. poche lamentele poche occasioni pochi criceti da queste parti, la soluzione sta maturando tra i fondi del caffè e le interiora di gallina, i contorni sono definiti ma temo sia solo un altra scatola delle sorprese. l'importante è che dentro non ci sia un pupazzo a molla.
zappato da francesco @ 21:24 - mercoledì, 20 settembre 2006
sproloqui
vedi che siamo noi che tiriamo i dadi
e quindi non ci possiamo lamentare
una volta preso parte al gioco tutti noi giochiamo e non ce ne accorgiamo
ma ci siamo, non vedi?
ogni tua singola azione è un tiro dei dadi e sono le probabilità a parlare ma se tutto questo fosse già stato calcolato all'inizio con un complicato sistema di probabilità, allora forse lo si potrebbe chiamare destino, non credi?
siamo noi il fattore indeterminato di tutta la faccenda quindi siamo gli dei di questo mondo, da questo punto di vista. qualcosa ci ha regalato la possibilità di decidere cosa farne di tutto questo, ma ci ha dato la possibilità di capirlo invece di un comodo libretto di istruzioni, sta a noi decidere dopotutto. e ci sono pochi preziosi punti di passaggio per farlo, alcuni li abbiamo passati altri ancora ci aspettano..nel piccolo come nel grande..si ritrova sempre questo schema..forse lo si potrebbe chiamare perfetto
zappato da francesco @ 14:59 - venerdì, 15 settembre 2006
musica
Provo a difendermi
Difendermi da me
Senza nascondermi
Difendermi da me
Non so se riusciro ma sono tutto quel che ho
Provo a difendermi
Ma il vento e troppo forte
Provo a difendermi
Rinforzo le mie porte
Al coperto e tra le mura
Preparo unaltra serratura
Difendermi...
Difendermi...
Provo a difendermi
Difendermi da solo
Io non possiedo armi
Pero in compenso volo
Unultima stazione
E la tua benedizione...
Io volo sopra I campanili e sopra le citta
Invento nuove forme in cielo
E allimprovviso contro il sole io andro
Piano...piano...piano
Io scompariro
Davvero
Provo a difendermi
Difendermi da chi
Inutile suonare
Non abito piu qui
Nessun indizio...
Niente
Sto diventando trasparente
Difendermi...
Difendermi...
Io volo sopra I campi in fiore e sopra le citta
Invento nuove forme in cielo
E allimprovviso contro il sole io andro
Piano...piano...piano
Io scompariro
Davvero
zappato da francesco @ 00:28 - giovedì, 14 settembre 2006
puoi aiutarmi ad aprire le porte? dimmi solo se lo puoi fare, perchè è questo che io bramo, anche se so che potrà farmi male. ma ne sono certo, se non mi ucciderà ne uscirò più forte, vuoi essere forte? vuoi essere forte? si, lo voglio. dimmi come, dimmi come posso aprirle, mostrami la strada. non la sai, non ti preoccupare, in due la troveremo, io credo tu possa aiutarmi. aiutami poi lo scopriremo..se ti farà male? non lo so, probabile, ci sono poche cose al mondo che non lo fanno e alla lunga si rivelano insidiose, quella su tutte. si giusto, e allora? vuoi aprirle con me?
zappato da francesco @ 23:02 - martedì, 12 settembre 2006
a volte senti il bisogno di chiudere gli occhi e lasciarti andare, cadere senza dare uno sguardo ne al futuro ne al passato, semplicemente chiuderli, e precipitare. a volte poi sai che se apri gli occhi, quello che potresti vedere non ti piacerebbe neanche un po', ne davanti ne di dietro. e allora li tieni chiusi, e cadi. e come dice cecia non ti poni neanche il problema dell'atterraggio, semplicemente cadi. non ti preoccupa il fatto che prima o poi dovrai fermarti, e guardarti attorno.
forse perchè vivendo non hai il tempo di guardarti attorno, forse perchè non vuoi avercelo quel tempo, e allora si affanna una comica corsa all'occupazione del tempo, in qualsiasi modo specie il più stupido. ti affanni a riempire di ammenicoli le tue collanine, da esibire ad ogni spaurito passante che si trova malauguratamente a passare di lì, magari per caso. già.
ma poi se questi ti chiedessero dove le hai trovate, allora ti chiuderesti in un religioso silenzio. dando ovviamente adito a mille scuse una più valida dell'altra..se non approfondite. ma tu non vuoi farlo, e cadi.
la sindrome del possesso, questa sconosciuta. non capisco xchè dovrei, dover voler dominare qualsiasi cosa che mi interessi anche solo parzialmente, dover fare a gara a chi primeggia e spadroneggia. non lo capisco sorry, son stupido. o forse che gli estremi si toccano e si confondo, vengon ridefinite le regole in chiave allegorica e tutto si confonde nell'ambiguità della vita che non è ne bianca ne nera ma quella via di mezzo che al nostro spirito di catalogazione non va proprio giù. c'aggia fà, basta poco checce vò?, già.
forse che col tempo imparerò ad impiegare in modo coerente tutto questo materiale da costruzione che mi ritrovo tra le mani? che sia lego, sabbia ed acqua o ancora mekkano, bè, questo ho e per ora mi sembra abbastanza per dover ringraziare, il fato se vogliamo o qualcosa di più lontano. non ha importanza, tutto ciò che voglio ora è arrivare, si anche io. se potessi scorrerei le ultime pagine per capire come andrà a finire ma per ora mi restano le ipotesi dei se e dei però con le immancabili variabili a cui dovrò necessariamente andare in contro. ai 100 all'ora contro un muro di mattoni, spettacolo.
zappato da francesco @ 21:15 - venerdì, 08 settembre 2006
unbreakable, la bolla di sapone non sale verso il cielo, questa non scoppierà in un pop tenero e ridicolo, questa non farà sorridere i bambini con gli occhi luccicosi. Questa è un altra bolla di sapone, intangibile ma lo stesso presente. Diagnosticata nell'aula di una psicologa forse dimentica del codice professionale, la prima volta che ho detto no grazie, non credo di aver bisogno delle sue avances, davvero non sono il tipo. Non è stata l'ultima, e lei ha preso forma e si è allargata, l'insofferenza della cosciente possibilità di romperla se solo avessi il coraggio di attraversare quel laghetto, su quella passerella. Dovrei prendere e andare ma come sempre le paranoie sono più veloci. Quando mai troverò una stretta di mano libera da pregiudizi di qualsiasi sorta? forse mai, a noi di qua ci piace troppo giudicare. Perdonami davvero non è proprio colpa mia e se anche davvero lo fosse, invoco l'incapacità di intendere e di volere, fatemi ancora sognare..
Babbo babbino non picchiarmi tanto forte, t'attacchi al vino e giù coi calci sulle mie gambe corte. Delle legnate sei l'esperto ma ti avverto, toccami ancora e sei morto, non mento, guarda, ho il naso corto! Che, mi diverto a dir cazzate? Mi costa difenderti dai tuoi vizi se m'ammazzi di mazzate. Mammà se la dette a gambe levate, poverina, scompare la tua paga ogni mese, in paese la chiamano fatina. Di lei hanno stima in una cantina di moda, c'è un palo e mezza nuda vi si snoda, fanno la coda per questo, io me ne vergogno, faccio un sogno e vi ci resto: la mamma casalinga e il babbo un uomo saggio e onesto. Ma qualche bastardo beffardo m'attende, mi da del bugiardo, m'offende, ne sento lo sguardo e m'incammino, curvo nel vestitino, occhio basso, capo chino, chi vuole come amico un burattino? Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono più un bambino... Un burattino nelle mani del destino... Lucignolo l'artista s'aggiusta una pista di coca col mignolo, si riempie le tempie di nubi empie, pare un comignolo, prima si fa poi si fa serio, scrive due cazzate sul diario, è un visionario. "Per questa roba c'ho la stima della gente"... Contento per te, ma per me sei davvero un deficiente. Altro che matto, meo amigo, com'è che un fatto sui gradini è solo un fatto e su di un palco è sempre un figo? In TV è arrivato il mago CiucciaFuoco, presuntuoso che vende un mondo sano e generoso. Tu, tirchio più di un negozio di marca, va alla forca, sai di stronzate più di una turca. Piglia per il culo i tuoi pupazzi, numeri e tarocchi, intrallazzi per gli sciocchi, a me non fanno effetto, piuttosto attento alla finanza, conoscono il tuo nome, e sai chi è l'infamone che gliel'ha detto? Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono più un bambino... Un burattino nelle mani del destino... Capocchio... Capocchio... Capocchio... Tornando a casa trovo quei due tipi là, lui è il gatto, lui è la volpe, sono in società, roba onesta: "la nostra banca ha istituito un fondo apposta, dacci il denaro in fondo lo investiamo nell'azione giusta...". Questa è roba fantastica per chi mastica Asimov, non baratto i miei soldi con i Kalashnikov. Sta a vedere che sono io l'asino, ciuco figlio di un ciucco, amico di un tipo tocco e poco lucido. Lucignolo, c'hai il nome di uno stoppino, tu sei una sega, io un burattino, non starmi vicino mannaggia. persino il Ciuccia, che sta a cuccia con la grata in faccia, ha detto al secondino che se esce viene a darmi la caccia. Nella storiaccia la fata ha un ruolo incisivo: mamma+lap dance= ospite televisivo dall'audience definitivo, mentre io vivo una pena. Arriva il grillo e grida: "Capa, in culo alla balena!" Dammi la mano, vienimi vicino, sono di legno non sono più un bambino... Un burattino nelle mani del destino...
zappato da francesco @ 18:35 - venerdì, 08 settembre 2006
oggi per caso ho scoperto un servizio di google molto utile. è possibile personalizzare la pagina principale con i feed di molti siti, quotidiani specializzati e non, blog e qualsiasi sito che supporta i feed. come? è tutto molto semplice. prima di tutto: avete google come homepage all'apertura del browser? io sì ;) ma non è poi così necessario..l'importante è che aggiorniate il vostro link di google aggiungendo a www.google.it/ig ed ecco fatto. ricaricando la pagina avrete già modo di vedere tanti riquadri con notizie riportate dai portali, mediante i feed.
andando su aggiungi contenuto è possibile aggiungere molti altri siti, e nel caso mancassero dalla lista usando l'"aggiungi url" vicino alla barra di ricerca si potranno impostare i nostri siti preferiti (anche blog di amici se supportano i feed).tra le chicche in lista vi è presente qualche funzione piacevolmente inutile, come la possibilità di scegliere il logo di google tra tutti quelli fatti finora..io inutile dirlo ho messo quello in braile :D altra cosa che ho trovato utile è la possibilità di mettere un post it modificabile in qualsiasi momento..piuttosto che creare improbabili txt nel computer questa soluzione credo sia piu soddisfacente ;)
in generale cmq per chi trovava l'homepage di google un po' spoglia, ecco un buon modo per riempirla in modo utile! tutto il trucco sta nell'aggiungere ig dopo lo slash dell'url di google..ed il gioco è fatto. sperando di avervi dato un gradito consiglio..
zappato da francesco @ 00:14 - venerdì, 08 settembre 2006