non aggiorno più molto spesso il blog, non è periodo di grandi riflessioni o avvenimenti. la vita si trascina nel suo lento tran tran, sono privo di certezze in questo momento e nascondo la testa nella sabbia, come al solito. c'è stato solo un avvenimento buffo che mi va di riportare...sono stato definito da una persona a me cara un "morrison decadente". a sentire in giro confermano pure, mah..un fottuto morrison decadente..mh
sproloqui
Inadatti, senso di inadeguatezza, alle responsabilità ricevute, agli incarichi pesanti. A quel senso di fratellanza che non ti accomuna ma che ti fa sentire partecipe in qualche modo, il momento creativo. Il momento sacro. Lo stiamo vivendo in questo momento? Difficile a dirsi, ma forse ora è già finito, inutile chiederselo. Retrospettiva, introspettiva. Cosa sento in questo momento? Difficile a dirsi. Ma perchè dovrebbe essere così difficile zappar dentro di se, alla ricerca del proprio io, del proprio mandato senza neanche una reale guida o direzione. Chi siamo? Domanda banale ma che in questi momenti sacri si fa sempre più importante, e via a discorrere di cose insensate con la netta convizione che centrino seppur in minima parte. I dettagli sono la cosa a cui non vorrei mai rinunciare, sappiatelo.
musica, se vi pare
Abbiamo facce che non conosciamo
ce le mettete voi in faccia pian piano.
E abbiamo fame di quella fame
che il vostro urlo ci regalerà.
E abbiamo l'aria di chi vive a caso
l'aria di quelli che paghi a peso.
E abbiamo scuse che, anche se buone,
non c'è nessuno che le ascolterà.
E poi abbiamo già chi ci porta
fino alla prossima città.
Ci mettete davanti a un altro microfono
che qualche cosa succederà.
Siam quelli là siam quelli là siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà.
Abbimo amici che neanche sappiamo
che finché va bene ci leccano il culo.
E poi abbiamo casse di maalox
per pettinarci lo stomaco.
Abbiamo soldi da giustificare
e complimenti per la trasmissione.
E abbiamo un ego da far vedere
ad uno bravo davvero un bel pò.
E poi abbiamo chi ci da il voto
e ci vuol spiegare come si fa.
"è come prima? No si è montato"
ognuno sceglie la tua verità.
Siam quelli là siam quelli là siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà.
E c'è chi non sbaglia mai
ti guarda e sa chi sei.
E c'è chi non controlla mai
dietro la foto.
E c'è chi non ha avuto mai
nemmeno un dubbio mai.
Abbiamo andate e ritorni violenti
o troppo accesi o troppo spenti.
E non abbiamo chi ci fa sconti
che quando è ora si saluterà.
E ce l'abbiamo qualche speranza
forse qualcuno ci ricorderà.
E non soltanto per le canzoni
per le parole o per la musica.
Siam quelli là siam quelli là siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà.
back..in time, on line, fate un po' voi, l'importante è che sia tornato nel mio angolo buio ad inveire contro il mondo. che non è mai come noi lo vorremmo, per quello abbiamo inventato il paradiso, basta attendere.
Mi sento un po' solo, un po' triste, un po' preso per il culo. sentimento comune in questa italietta da operetta, dove chi conta è sul palco a lanciare pomodori al pubblico. non ho capito quando si sono invertite le parti, cioè parliamoci chiaro.
Tu cresci in un mondo così che ti dicono che è così, poi quando sei abbastanza grande da riuscire a stare in piedisulle tue gambe ti accorgi che poi, alla fine, questo non è proprio il mondo in cui ti han preparato a vivere, ci sono postille che non ti avevano comunicato, postille scritte in piccolo. molto piccolo.
E allora c'è chi si abitua, si adegua, viene vinto insomma, arruolato nell'altra parte della barricata, ovviamente per poi lamentarsi che qui le cose non funzionano. E poi ci sono gli irriducibili, loro che piuttosto che soccombere al nemico si farebbero tagliare la lingua per non parlare più, per non mostrare il proprio dissenso. Ma poi la gente ama riempirsi di strani paroloni dal significato oscuro, misterioso, come demagogo, populista. Trinceee, siamo in guerra. Popolazione A contro Popolazione B. Milan Vs Inter, uno scontro intestinale dall'esito poco chiaro se non la disfatta per entrambe le squadre, per il mondo come lo conosciamo, per i nostri figli che cresceranno in una presa per il culo cosmica al sapor del cioccolato finto, al sapore di merda. Che cosa vogliamo di più? Personalmente un gommone, alla fine sarò il primo italiano a fuggire su un gommone, ripreso in diretta mentre sbarco in Africa e ne bacio il suolo, forse finalmente arrivato a casa.
