nonsense, stralci, vagiti, se vi pare
espiare le proprie colpe in un divano mezzo vuoto, in un senso di appartenenza che non cede alle lusinghe imperanti di un conformismo allarmante. la foglia mi protegge, il copridivano ha un senso tutto suo, che non sta nell'io pensavo che o nel mi han sempre detto così. un giorno lo fermerò per l'avvenire e ve lo mostrerò nella sua cocente bellezza primaverile. colori caldi per scaldare via l'inverno, come direbbe gente piu capace di me, io potrei dire per lo più qualcosa di melodrammatico e passionale, ma non fa per me. il divano resta quel che di più ho vicino al mio modo di fare e di vedere, quindi resta il tema di questo mio post, lasciato al vento e inutile tanto quanto il suo stesso scrittore, inutile. avessi scritto qualcosa, oltre a quello che leggete, un senso ce l'avrebbe anche, ma non ce l'ha. era più per scrivere che per comunicare, se mi capite. fatto stà che è così che ho vergato queste quattro righe e così ho anche comunicato, e come direbbero dalle mie parti, di più nin zò.
zappato da francesco @ 16:56 - sabato, 12 maggio 2007
musica, se vi pare
Abbiamo facce che non conosciamo
ce le mettete voi in faccia pian piano.
E abbiamo fame di quella fame
che il vostro urlo ci regalerà.
E abbiamo l'aria di chi vive a caso
l'aria di quelli che paghi a peso.
E abbiamo scuse che, anche se buone,
non c'è nessuno che le ascolterà.
E poi abbiamo già chi ci porta
fino alla prossima città.
Ci mettete davanti a un altro microfono
che qualche cosa succederà.
Siam quelli là siam quelli là siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà.
Abbimo amici che neanche sappiamo
che finché va bene ci leccano il culo.
E poi abbiamo casse di maalox
per pettinarci lo stomaco.
Abbiamo soldi da giustificare
e complimenti per la trasmissione.
E abbiamo un ego da far vedere
ad uno bravo davvero un bel pò.
E poi abbiamo chi ci da il voto
e ci vuol spiegare come si fa.
"è come prima? No si è montato"
ognuno sceglie la tua verità.
Siam quelli là siam quelli là siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà.
E c'è chi non sbaglia mai
ti guarda e sa chi sei.
E c'è chi non controlla mai
dietro la foto.
E c'è chi non ha avuto mai
nemmeno un dubbio mai.
Abbiamo andate e ritorni violenti
o troppo accesi o troppo spenti.
E non abbiamo chi ci fa sconti
che quando è ora si saluterà.
E ce l'abbiamo qualche speranza
forse qualcuno ci ricorderà.
E non soltanto per le canzoni
per le parole o per la musica.
Siam quelli là siam quelli là siam quelli là.
Quelli tra palco e realtà.
zappato da francesco @ 14:03 - domenica, 11 febbraio 2007
se vi pare, così è
Si rimangiano il decreto sulla quantità legittima di cannabis
ROMA - Cursi, Gramazione e Totario per An, per la Margherita i quattro senatori Binetti, Baio, Bosone, Caforio, e infine per Forza Italia; Bianconi, Tomassini e Massida, firmano un testo in cui si chiede al governo di impegnarsi a riesaminare il decreto che modifica le quantità massime detenibili di cannabis.
Nel documento si legge (riferendosi al problema della tossicodipendenza) "richiede una grande prudenza e va affrontato contestualmente in tutti i suoi aspetti", invitando il governo a "predisporre azioni finalizzate alla prevenzione delle droghe e ad affrontare globalmente il problema della detenzione".
Cesare Cursi, vice presidente della commissione sanità del senato è contentissimo "è il segno che certe preoccupazioni sono nel dna sia della maggioranza che dell'opposizione, e che quanto abbiamo detto da subito, cioè che la norma è diseducativa, è stato compreso anche nell'altro schieramento".
Ci hanno, insomma, appena fatto assaporare una speranza di libertà, che subito si sono ricreduti. Ripetere ancora una volta a queste persone che i problemi della "dipendenza" e della "salute" non persistono nel caso della cannabis, o meglio, la toccano molto molto poco, sembrerebbe un inutile ripetersi.
Ma visto che è dimostrato che tra qualsiasi sostanza, anche legale (specie il tabacco), la marijuana è al posto più in basso nella graduatoria di livello di dipendenza, e sapendo che, -usata da sempre da tutte le civiltà per uso stupefacente (anche gli antichi romani, ma di più i greci, per non parlare delle civiltà orientali), oltre che tessile energetico ed edilizio-, nessuno è mai morto per uso di cannabis, neanche per via indiretta, come per esempio accade con l'alcol nei giovani ubriachi che si mettono alla guida; lo ripetiamo.
e speriamo che prima o poi qualcuno si renda conto non solo della sua innoquità, ma sopratutto dei suoi plurimolteplici utilizzi, primo fra tutti di questi tempi, l'olio combustibile, usato anche da Ford come surrogato del petrolio. fonte
zappato da francesco @ 13:14 - giovedì, 30 novembre 2006