sproloqui

la mia generazione....zero..
sono provinciale, è certo. forse pretendo troppo da questa realtà banale e stanca di esistere, che si trascina da troppo tempo per non dar nell'occhio, per non sfigurare. i suoi ragazzi sono cloni di cloni, marionette in mano a persone senza scrupoli. sono innocenti.
ragazzi poco cresciuti con in mano armi di distruzione, non di massa, sono provinciali ;)
armi per ferire il prossimo, armi per migliorare l'autostima, armi per convincersi che loro valgono. "loro.." o "noi.."?
dobbiamo per forza accomunarci, due enigmi diversi restano sempre degli enigmi all'occhio superficiale.
rompicapi.
penso che siamo questo per gli adulti di oggi.
ci guardano, ne parlano nei loro salotti buoni, molti han capito la chiave per manovrarci, ma pochi, davvero pochi, ne han compreso le conseguenze.
C'è chi si ribella, non sopporta veder sprecato un potenziale così immenso. illuso, la strada è segnata.
questi piccoli mostri un giorno saranno i genitori che picchiano l'insegnante di turno perchè suo figlio non studia. o la signora borghese che per noia si da al volontariato.
sono stanco, vorrei per un giorno solo vivere la vita come se di fronte a me non ci fosse una certezza matematica di sopravvivere, vorrei che le mie azioni avessero davvero un senso, vorrei parlare con qualcuno non per il gusto del retorico, ma per confrontare le diverse esperienze, maturare insieme, perseguire uno scopo. che non sia lo sballarsi e il fottere sempre e comunque. a qualsiasi prezzo.

vorrei.

zappato da francesco @ 03:23 - lunedì, 23 aprile 2007
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sproloqui

Inadatti, senso di inadeguatezza, alle responsabilità ricevute, agli incarichi pesanti. A quel senso di fratellanza che non ti accomuna ma che ti fa sentire partecipe in qualche modo, il momento creativo. Il momento sacro. Lo stiamo vivendo in questo momento? Difficile a dirsi, ma forse ora è già finito, inutile chiederselo. Retrospettiva, introspettiva. Cosa sento in questo momento? Difficile a dirsi. Ma perchè dovrebbe essere così difficile zappar dentro di se, alla ricerca del proprio io, del proprio mandato senza neanche una reale guida o direzione. Chi siamo? Domanda banale ma che in questi momenti sacri si fa sempre più importante, e via a discorrere di cose insensate con la netta convizione che centrino seppur in minima parte. I dettagli sono la cosa a cui non vorrei mai rinunciare, sappiatelo.

zappato da francesco @ 20:23 - domenica, 11 febbraio 2007
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sproloqui

avrei voglia di fare uno di quei post adolescenziali dove scrivi le cose che odi...ma poi dopo averci riflettuto mi son detto che sarebbero troppe le cose da scrivere, o in realtà poche. me stesso, la mia famiglia, la mia vita, le solite cose dai, quelle normali per un fotutto psicolabile pazzo depresso, yoh. la vita dicono che te la fai, la vita dicono che te la scegli, la vita dicono, una marea di cazzate. vorrei vedere voi. ahahah vorrei davvero. ma non si può, insert coin e stai a vede cosa ti capita. insert coin e riceverai il diritto di nascita, allora seguite il mio pensiero. è meglio nascere nella bambagia avvelenata o sulla roccia assiderata o ancora nell'africa malata? a voi la decisione, per quanto mi riguarda so già di non aver avuto modo di scelta, a meno che non soffrissi di sadomasochismo già in prenascita, ma questa è una cosa che forse dovrei chiedere al prenatal. un  cantiere in evoluzione con unico scopo quello di creare la fine, personalmente ormai vi è un unica direzione, quello che mi conforta è che sono solo lo specchio di una società che tenta spasmodicamente di procurarsi 7 anni di guai elevato ad una potenza indefinita, tanto odia il dover specchiarsi. per fortuna han inventato gli specchi che riflettono solo quello che si vuol vedere, ma quelli veri, bè quelli, quelli si rompono al primo vagito. ogni nuovo urlo che rompe la notte è una richiesta di rinvio per questa partita ormai interminabile. ehi lassù, ok ci siam divertiti, ora basta xò dai. personalmente io o i miei figli saremo costretti a vedere una bella guerra, un altra e temo che questa volta non sarà di quelle che senti solo al telegiornale o al limite di cui discuti al bar, sapendone ben poco. non credo. perciò, che io stia male ora non ha importanza, forse avrò modo di rivalsa. questo sound che ho messo porta in un unica direzione, inutile.

zappato da francesco @ 14:08 - sabato, 04 novembre 2006
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sproloqui

periodo dark, dal cilindro estraggo ogni genere di pensiero masochistico, ogni genere di realtà in cui mi trovo a spiegare le braccia in una comica figura da caduta, quelle che sul momento non ti importa di assumere, preso come sei dal fatto che vero o no, tu stai cadendo. per l'universo in cui sei portato a convivere non dev'essere la prima volta, ma nemmeno l'ultima purtroppo..e a ben vedere neanche per te come esistenza sarà poi questa novità. il sapore di stantio non lascia spazio ai dubbi, tu questa strada la conosci, e in qualche modo ti ci ritrovi. le esistenze sono come i tubetti di maionese, finito uno puoi sempre cominciarne un altro. il problema è nel ricercare lo stesso sapore, familiare ma che non ti sai spiegare. 

sono portato a deludere ogni sorta di aspettativa che gli altri ripongono in me, più per un odio incondizionato ai doveri e anche per vigliaccheria, che non è bello da ammettere ma fa molto rotten, in qualche modo. vi voglio confidare un segreto, ultimamente guardo a me stesso come ad un epilogo drammatico ma liberatorio, il fatto che poi queste siano solo chiacchiere è più deleterio dell'atto compiuto, nel mio modo personalissimo di viverlo certo. la candela si consuma, scava il suo tunnel per toccare il fondo in un crogiulo di umori al sapore di virtù. scava scava scava...il punto ora è che l'ho compreso, non si fermerà mai niente finchè non lo vorrò io, la scacchiera persiste nel voler pretendere da me una mossa, ed io che non ho ancora finito di divorare pipistrelli alla fiamma di fronte a questo bivio, non posso fare a meno di chiedermi. cosa posso fare?

cedere alle lusinghe non è mai stato il mio forte, piuttosto un religioso e virile silenzio, accompagnato da ogni genere di fuga da questa realtà così piatta e prevedibile.

sto cadendo.

zappato da francesco @ 03:06 - sabato, 21 ottobre 2006
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sproloqui

vedi che siamo noi che tiriamo i dadi
e quindi non ci possiamo lamentare
una volta preso parte al gioco tutti noi giochiamo e non ce ne accorgiamo
ma ci siamo, non vedi?
ogni tua singola azione è un tiro dei dadi e sono le probabilità a parlare ma se tutto questo fosse già stato calcolato all'inizio con un complicato sistema di probabilità, allora forse lo si potrebbe chiamare destino, non credi?
siamo noi il fattore indeterminato di tutta la faccenda quindi siamo gli dei di questo mondo, da questo punto di vista. qualcosa ci ha regalato la possibilità di decidere cosa farne di tutto questo, ma ci ha dato la possibilità di capirlo invece di un comodo libretto di istruzioni, sta a noi decidere dopotutto. e ci sono pochi preziosi punti di passaggio per farlo, alcuni li abbiamo passati altri ancora ci aspettano..nel piccolo come nel grande..si ritrova sempre questo schema..forse lo si potrebbe chiamare perfetto

zappato da francesco @ 14:59 - venerdì, 15 settembre 2006
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sproloqui

è qui? no qui non c'è..dove sarà, dove si sarà andata a cacciare, no non è nemmeno qui. e qui? manco, no ma dev'essere qui intorno, eppure mi sembrava di averla vista..ah eccola! no, non è questa. e nemmeno quella, uffa. dove sarà mai la mia sorpresa? la cerco, ogni tanto credo di averla trovata ma è solo illudersi, in fondo non credo esista la sorpresa. ma come il miglior filoso l'importante è cercare, per la risposta c'è sempre tempo. non smettete mai di credere alle favole, in fondo chi può essere certo che non esistano? va bene, in effetti vale anche il contrario, ma se c'è una cosa che ho imparato da Il mondo di Sofia è che nel dubbio bisogna sempre porsi domande senza aver fretta di rispondersi, ma continuare a porsene altre. prima o poi, vedrete, la risposta arriverà.

zappato da francesco @ 22:18 - venerdì, 25 agosto 2006
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